Ego & Dignità

Dignità e Ego due lati della stessa medaglia o due rette parallele che non si incontreranno mai?

EGO: Gestore centrale di tutte le attività psichiche, che rivolge verso sé stesso e verso l’ambiente esterno generando, appunto, la consapevolezza propria e della realtà. (definizione di wikipedia).

DIGNITA’: Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso. (definizione di treccani).

Ciao Followers, sono partito da queste due definizione per invitarvi a riflettere su quanta confusione abbiamo in testa, quanta confusione creata nel tempo da tutte le informazioni che ci arrivano ad ogni istante, attraverso canali diversi. Attraverso l’educazione dei nostri genitori, dal confronto con gli insegnanti e i compagni di scuola. Una confusione alimentata da alcuni episodi che ci hanno coinvolto emozionalmente in positivo e in negativo, da quello che ci viene trasmesso on line e off line dai media e da tutti quei stereotipi che la società, il business e il marketing hanno creato.

Questa riflessione vorrei condividerla con tutti ma un’attenzione particolare la richiedo a tutti quelli che tra di voi che sono degli imprenditori o che comunque hanno dei collaboratori/dipendenti. Agli insegnanti di qualsiasi ordine e grado, o allenatori/istruttori sportivi che allenano gruppi e squadre giovanili o meno.
Perché tutta questa attenzione verso le suddette categorie? Perché il loro ruolo richiede una chiarezza di pensiero e un’onestà intellettuale diversa rispetto alla dignità e all’ego.
Quanti di voi si sentono schiacciati dal proprio capo? Quanti di voi si sentivano giudicati a livello personale a scuola e non valutati per le proprie conoscenze? Ecco questo è il livello di dignità, che purtroppo ce ne rendiamo conto quando è troppo tardi cioè quando abbiamo permesso ad altri di lederla… si hai letto bene glielo hai permesso… La dignità è un qualcosa di estremamente personale, (molti la confondono con l’autostima), purtroppo alcuni input educativi ci allenano a soffocarla. Input come: “gli ultimi saranno i primi”, “l’importante non è vincere…”, etc, tendono a farci pensare che essere scavalcati o perdere sia giusto…   Ora però osservate i bambini giocare da soli o tra di loro… NESSUNO vuole perdere anzi anche il bambino che gioca da solo vuole vincere. Quindi alzare la testa, SEMPRE CON EDUCAZIONE e RISPETTO, non significa peccare di presunzione anzi significa dar voce alla propria dignità come persona, come lavoratore e come studente o atleta.

Conosci invece qualcuno che concentra su di sé tutto? In azienda il titolare o il capo reparto/settore che non ascolta niente e nessuno tira su i paraocchi e va avanti, qualcuno che durante i meeting aziendali si eleva al di sopra di tutto e di tutti? Beh io ne ho conosciuti parecchi e ho capito una cosa queste personalità si dividono in due categorie, quelle che ascoltano e quelli che non ascoltano, li riconosci subito. Quelli che ascoltano fanno in modo di essere circondati da altre persone forse anche più competenti e valorizzano le proprie capacità e competenze dando dignità a quelle degli altri, anche senza condividerle. Riconoscono le capacità di tutti e danno uguale dignità al lavoro o alla presenza di tutti. Conosco tanti imprenditori che sfruttano il loro EGO coinvolgendo altri nel proprio progetto azienda, conosco allenatori che cambiano il loro schema di gioco o metodo di allenamento contestualizzando ascoltando tutti, e il proprio EGO è di aiuto a migliorare o a scegliere meglio e prima le strategie vincenti. Questo è positivo.
Poi ci sono quelli che non ascoltano, o peggio credono di ascoltare e in realtà non lo fanno. Sono quelli che sia in buona che cattiva fede ledono la dignità altrui sfruttandoli, dandoli per scontati, offendendo quello che dicono o quel che fanno a prescindere dal risultato e dal contesto. Fammi indovinare sei circondato di persone così vero?
Queste sono persone che purtroppo sono state inghiottite dal proprio EGO sono come dentro il ventre di un mostro che li isola, non vedono e non sentono più niente e nessuno… Questo è l’EGO più pericoloso perché distrugge tutto ciò che di buono si è fatto, e tutte le buone intenzioni.

Quindi Ascolta la tua DIGNITA’ alza la testa prima che sia troppo tardi sempre con umiltà, rispetto ed educazione, sfrutta il tuo EGO per rendere migliore te e le persone che ti circondano… ATTENTO a non farti inghiottire dal tuo EGO!!!

Piaciuto questo articolo? Hai domande? Bene ottimo scrivile per e-mail a:

gabrypirascoach@gmail.com

Sorriso ed Entusiasmo come sempre.

Train=Try Again

Allenarsi = To train = Try (provare) + Again (di nuovo)
Cari followers buon giorno, vi piace questa equazione? L’ altra sera stavo facendo coaching ad in mio cliente di Manchester, e parlando su come fare o non fare ad ottenere un determinato risultato, la mia risposta é stata solo: “…é solo questione di allenamento come in palestra!”. Questo ragazzo sorrideva e proseguendo, dopo un po’ mi chiedeva: “come si può fare?” e la mia risposta indovinate? “E’ solo questione di allenamento…” e dopo un po’ ho aggiunto sempre il tutto in Inglese… “sai cosa significa training (allenamento)? E lui “No” e io …non so se è stata un’ ispirazione divina o una reminiscenza di qualche film… “Train is Try+Again”. Prova di nuovo e poi prova di nuovo… e poi prova di nuovo, non ci sono altri segreti!!!
coach11
Ottenere risultati alla fine è una questione di allenamento ma di che tipo? Beh diciamo che in prima battuta proprio come per lo sport l’allenamento si differenzia in base alla disciplina e alla competizione, semplificando ovviamente.

In che ambito vuoi ottenere risultato è come chiedere per quale competizione ti vuoi allenare? Nel lavoro, nella vita privata alcune competenze sono trasversali, altre invece no… Come si può fare?
Beh per questo non ti posso aiutare solo con il mio blog, contattami per email:

gabrypirascoach@gmail.com

Sorriso ed Entusiasmo come sempre!!!

ControXyZ

buona sera Amico/a Follower come va é un sacco di tempo che non ci sentiamo… perdonami!

Voglio parlarti oggi in questo articolo di una riflessione fatta ieri… Hai notato di quante iniziative ci sono “CONTRO”, contro-le mafie, contro-la violenza, contro-l’inquinamento etc etc…. Hai mai notato questa cosa? Tutto questo perchè? Non lo so io e tanto meno voglio convincerti della mia idea, come sempre voglio invitarti a riflettere niente di più, ok?

Secondo me più che manifestare “CONTRO” a moltissimi aspetti della nostra società, bisognerebbe una maggiore attenzione ad un qualcosa che quando andavo alle scuole medie si chiamava educazione civica, che va un po’ oltre l’organizzazione politica del nostro paese, ma si concentra bensì sul trasmettere qualcosa di positivo e pro-attivo partendo dalle famiglie fino alle istituzioni. Ti faccio un esempio semplice semplice, mio figlio che ha poco più di 2 anni gli piacciono i dolci, biscotti, cioccolata varia, etc… Anzichè vietargli qualcosa mi faccio vedere io mangiare la frutta, o sbucciare un mandarino, e indovina cosa succede… mi chiede la frutta… Figo no? Allora “CONTRO” é stato ampiamente scavalcato e superato da una cosa più pro-attiva: l’ESEMPIO. E già…forse é proprio questo il problema: l'”Esempio”. In Italia gli esempi da parte della classe dirigente sono veramente lontani da ciò che è “civico”, ma senza andare lontano NOI, tu, io, gli amici virtuali, social che esempio siamo?  Come ci rapportiamo con i nostri figli, alunni, colleghi, clienti, parenti, conoscenti o sconosciuti? Hai mai sentito in tv o su internet che sono dieci anni che non abbiamo un parlamento votato? Poi recentemente nei casi di referendum, o di elezioni locali l’affluenza alle urne é scarsissima…  Oppure tutti noi rifiutiamo la violenza verso chi é più debole (donne, bambini o anziani) ma quante volte facciamo battute o raccontiamo barzellette su come parcheggiano/guidano le donne? Quante volte ci lamentiamo del “vecchio con il cappello” davanti alla nostra macchina?

Ecco quindi il punto… E’ molto facile manifestare “CONTRO”, ma poi hai le palle di prenderti la responsabilità di essere d’esempio? Hai la consapevolezza di quello che fai, delle azioni e dei gesti che compi? Attenzione, nessun processo o giudizio da parte mia, solo una semplice riflessione…

Sorriso ed Entusiasmo

NetWork o NotWork

network1Ciao, non è solo un sottile gioco di parole, ma é proprio come vanno le cose, almeno per la mia esperienza. Partiamo da cosa è il network, marketing o meno, é un concetto molto semplice. Lo so già a cosa stai pensando: sono le solite cose… é un’americanata… sono tutte truffe… mio cugino/collega/socio/zio/nonno/ quello che ti pare ha preso una fregatura… Ho indovinato? beh adesso tocca a te se la pensi così, e ne sei convinto, ottimo ti auguro il meglio ma lascia pure questo blog… Se invece la pensi diversamente o semplicemente vuoi conoscere un altro punto di vista, sei il benvenuto!

Non é un segreto la mia collaborazione con NeoLife, e se ci siamo conosciuti personalmente sai benissimo che non giro per la palestra in cui lavoro con barattoletti di integratori o mi metto a girare per il parcheggio promettendo guadagni favolosi… Ho molto i piedi per terra e sono molto attento a non “cagare fuori dal vasetto”…
Cosa è un network? Traducendo vuol dire lavoro in rete, cioè? E’ la capacità di creare dei rapporti tra diverse persone, o diverse aziende, e grazie a questi contatti e relazioni se ne ricavano dei benefici reciproci… cosa c’è di sbagliato? Quindi Networking è un’abilità fondamentale per poter aver successo in qualsiasi attività, di qualsiasi settore.

Indoviniamo… “ma io non faccio quelle cose lì… ” “io faccio un lavoro vero…” Stai pensando questo? Tranquillo normale… ma sei già in un network! Scommettiamo? Se lavori da dipendente, il tuo titolare ha dovuto crearsi una squadra di lavoro prima ancora di creare l’azienda stessa, ha cucito una rete (un network) di fornitori, clienti, supporto logistico etc Giusto?  Sei un libero professionista? Se fai parte di un ordine professionale, hai una rete di colleghi e collaboratori dentro ad un sistema di regole e regolamenti comuni. E in più un network di professionisti facilita i clienti a trovare la soluzione alle proprie necessità. Se sei su Facebook o su un altro social network (appunto) stai facendo network marketing. Le religioni sono un grandissimo network, con un marketing fantastico… Il tutto basato sui rapporti tra le persone, mi piace e condivido… andate e moltiplicatevi… é sempre lo stesso concetto NETWORK NETWORK NETWORK.

E allora? Perchè tanta difficoltà, tante critiche, una così pessima reputazione in Italia almeno? Perchè 9 su 10 mollano ancor prima di iniziare o poco dopo.  Credo, anzi ne sono quasi certo che siamo iper allenati al NOTWORK. EHHHH? Ma che vuol dire?

Se io ti proponessi di guadagnare come me sto facendo io, 200/300€ in più, esentasse, senza rischio di impresa e senza costi/obblighi di magazzino? e se ti dicessi inoltre che non devi suonare ai campanelli, e puoi svolgere questa attività dove vuoi, quando vuoi, senza rinunciare al tuo tempo libero?  TU che stai leggendo cosa mi diresti? Fammi indovinare… “dove è la fregatura?” o “a chi devo fregare?” …. “ok ma tu che ci guadagni?” live1Ho indovinato? Se ho indovinato mi spiace perchè significa che il notwork ormai si è radicato dentro di te.  Siamo allenati a pensare tutto questo, siamo talmente allenati a tutto questo che quando propongo questa attività 99 su 100 ricevo “NO”. Soprattutto da quelle persone che sanno benissimo che non esistono altre opportunità. Pensa solo ad un ragazzo, in qual altro settore può crearsi un guadagno senza chiedere soldi in prestito alla famiglia o in banca; pensa solo ad uno come me 30/35 anni che mette su famiglia, in quale altro modo può ricevere un aumento di stipendio non tassato; pensa ad un uomo di 50/60 anni che si trova a dover affrontare un momento economico difficile, che magari è pure disoccupato, in quale altro modo può affrontare la sua situazione e ricrearsi un’opportunità di rivincita… Eppure il NOTWORK è la scelta che si predilige… siamo convinti che tutto ci è dovuto, che il nostro stipendio è un diritto, che abbiamo solo diritti… ok ma i tempi sono cambiati, nel NETWORK non verrai mai giudicato, non verrai mai criticato, non verrai premiato perchè sei simpatico o occupi una poltrona da x tempo… Nel NETWORK i risultati sono l’unico criterio, l’unico metro di giudizio, l’unico mezzo per fare carriera.  Nel NOTWORK aspetti, aspetti lo scatto di anzianità, aspetti la pensione… aspetti allo stesso modo che l’azienda chiuda… ti aspetti che gli altri facciano e che se la ditta chiude o crolli il mercato, lo stato, le istituzioni ti aiutino…. Peccato sai perchè? Perchè questa è l’epoca migliore per sfruttare un’opportunità magica con una società seria come NeoLife, é l’epoca con le tecnologie per rendere ancor più semplice l’attività… è l’epoca migliore perchè la STAI VIVENDO…  e allora cosa aspetti?

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Mandami una mail e ti presenterò NeoLife, ti presenterò come questa società può, se lo vuoi, cambiarti la vita come è successo a me e alla mia famiglia.  E’ una grande opportunità credimi, e se non vuoi credermi va bene uguale… NetWork o NotWork scegli te, sempre con Sorriso & Entusiasmo.

 

F.A.Q.

faq2Strano titolo vero? Oggi va così parliamo di F.A.Q. Non é altro che un acronimo inglese che sta per: Frequently Asked Questions, cioè tradotto “domande chieste frequentemente”… e sono quelle che mi sono posto anch’io a suo tempo e che continuo a pormi, e che mi vengono fatte. Sono anche argomenti di discussione, quasi di litigio con alcune persone e a volte anche con amici e parenti. Sono quei dubbi/domande riguardanti il lavoro, in alcuni casi suggerirò delle risposte in altri casi faremo un ragionamento insieme… ovvio non sono nato a Nazareth miracoli non li so fare, e non predico nulla…

Partiamo: F.A.Q.1 “Cosa vuoi fare da grande?” é una domanda iper inflazionata, che si fa a casa, a scuola durante le feste o quando ci si incontra con amici e parenti più o meno lontani. Ora nessuno la rivolge in cattiva fede, o con cinismo, ma purtroppo spesso la si fa così, tanto per fare due chiacchiere che la si banalizza, o peggio ancora si banalizzano le risposte. Di solito questa domanda la fanno gli adulti ai bambini; il problema é che gli adulti domandano da adulti e si aspettano una risposta che rispetti i criteri degli adulti. Invece i bambini rispondono da bambini e se ne fregano delle aspettative che i grandi hanno, o di cosa é più conveniente… la reazione degli adulti può “fregare” il bambino che sentendosi ridicolizzato o non preso sul serio, come potrà sentirsi? come crescerà? sceglierà di essere se stesso o chi “i grandi” si aspettano diventi?
C’è un’altra considerazione in merito a questa domanda… Ci viene fatta tante volte in maniera nascosta, viene occultata da altre domande… Quali? Che materia ti piace? quindi che indirizzo prenderai al liceo? Che facoltà ti piacerebbe frequentare dopo il diploma? … Se guardi bene leggendo tra le righe é sempre la stessa domanda… e a seconda delle risposte “i grandi” ci consigliano, ci guidano, ci giudicano, ci ridicolizzano… fa parte del pacchetto ,sempre in buona fede ma è così!

F.A.Q.2 “Perchè il mio stipendio é così basso?” Tu come me sei cresciuto in Italia o ci sei forse pure nato, o comunque sia siamo stati educati a pensare che più si studia più si ha diritto ad un lavoro ben retribuito, se studi di più con voti più alti automaticamente hai diritto ad uno stipendio più alto ancora; é come se nella nostra mente ci fosse installata come in una cella di excel questa formula:  VOTO=€  Più è alto il mio rendimento accademico, più è alto il mio stipendio… beh nel 2017 questa cosa non è più vero se mai lo è stato oggi non lo è. Per tanti motivi, oggi accedere agli studi è molto più semplice e i laureati sono tantissimi mentre decenni fa erano estremamente meno. Oggi le università sfornano centinaia di 110 e lode ogni sei mesi, e migliaia di laureati ogni tre/sei mesi.  Quindi per una legge di mercato se si è in tanti, troppi a saper fare la stessa cosa, o con lo stesso titolo, con lo stesso voto… non hai più un’esclusiva ma rientri nella massa e come tutto ciò che riguarda la massa il prezzo cala… tanta offerta e poca domanda il prezzo scende é inevitabile.

https://gabrypirascoach.com/2017/02/26/la-fabbrica-di-disoccupati/

Ed ecco anche la risposta ad un’altra F.A.Q.3 Perchè mi sfruttano al lavoro?”… Ci si permette di sfruttare i lavoratori per lo stesso motivo… ce ne sono talmente tanti a disposizione che, in un certo senso spremerli e cambiarli conviene molto di più.  Giusto o sbagliato non spetta a me giudicare, ma lamentarsi amico follower non serve ad una beata m1n6h1a. Farsi sfruttare al lavoro fa parte del gioco se vogliamo, già se lo vogliamo, perchè se entri a lavorare da dipendente firmi un contratto giusto? Ora scommettiamo che per “fame” nessuno lo legge e lo si firma comunque? e poi non ti puoi lamentare…

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F.A.Q.4 “La ditta in cui lavoravo ha chiuso, e adesso che faccio?” Questa é la domanda che purtroppo sento di più in giro, in palestra o in televisione… Fa parte della nostra epoca le aziende hanno un’aspettativa di vita molto diversa da quelle dei nostri genitori o dei nostri nonni… Oggi abbiamo internet e ci piace un sacco smanettare sui siti… (soprattutto quelli…. beh ci siamo capiti), ci piace usare i social e condividere contenuti… purtroppo così come questa tecnologia è diventata a portata di tutti, tutto é alla portata di tutti senza distanze, senza tempi morti… e soprattutto senza altre persone… Pensa solo a qualche hanno fa: per spedire una lettera dovevi andare a comprare buste e francobolli, un omino svuotava la cassetta in certi orari non la domenica, poi un altro omino la portava da un ufficio postale all’ altro, e un ultimo omino la portava al destinatario… bene con le e-mail quanti omini sono diventati inutili? Per lo stesso motivo acquistando su internet quanto è aumentato l’utilizzo dei corrieri? Pensiamo ai casellanti sulle autostrade… li hai più visti? Pensa ai viaggi un volume di affari sempre in crescita eppure sempre più agenzie su strada chiudono… La tua ditta ha chiuso? E tu mentre ci lavoravi a cosa pensavi, ho trovato il posto fisso oppure in cosa posso migliorarmi? Mi servono nuove competenze oppure ok adesso sono sistemato? Se ti sei adagiato al posto fisso ora ti sei accorto che il contratto a tempo indeterminato é molto determinato dalla vita dell’azienda che ti assume… quindi NON ESISTE il tempo indeterminato, devi sempre essere pronto al cambiamento e devi tenerti allenato con letture, corsi e seconde attività che come nel mio caso mi servono adesso per arrotondare e in passato mi hanno dato supporto emotivo ed economico…

F.A.Q.5 Questa é la domanda che tutti ci dovremmo fare se si vuole veramente fare la differenza soprattutto nel lavoro: “il mio lavoro, la mia abilità, le mie competenze su quante persone impattano?”  Già proprio così nell’epoca dei social il valore del proprio lavoro, oppure la potenzialità di guadagnare è data dal numero di persone che si riesce a coinvolgere… Pensa ai grandi sportivi… su quante persone impattano i loro risultati o le loro c4774te? Quante persone vengono influenzate dai vip… ecco perchè ci sono persone che guadagnano cifre assurde. Ci sono lavori che i miei genitori non riescono neanche a comprenderli, ci sono lavori e competenze professionali che i miei insegnanti non riescono neanche a percepire come tali perchè tarati sui dogmi… oggi un blogger può guadagnare come e più di un medico, un youtuber può avere lo stesso impatto di un leader politico, e queste figure oggi sono una realtà. Le tue e le mie competenze sono una gran figata, sono belle, utili, etiche e la nostra morale ineccepibile… però se non crei una differenza e non hai la capacità di fare contatti, di instaurare rapporti utili e sensati, (networking), tutte il bagaglio di competenze é inutile… ripeto se vuoi piangere fallo pure ma é INUTILE!!! Tradotto in termini brutali se paragoniamo il tuo bagaglio di competenza ad un prodotto, il tuo prodotto non viene valutato per la sua qualità ma per l’impatto che ha sui consumatori, (marketing). Sei sicuramente in grado di fare un ottimo panino giusto? Meglio di alcuni noti fast food? Certo… ma chi ha una catena di ristoranti in tutto il mondo? Chiaro? Purtroppo vali in base all’impatto che hai sul potenziale pubblico, non perchè hai studiato!

Non so se ti sta piacendo questo articolo ma forse questa domanda ti é venuta…
abit2F.A.Q.6 ” Cosa posso fare adesso? Mi puoi aiutare?” Caro amico purtroppo come anticipato non posso fare miracoli, se la tua mente é settata su 40 ore/settimana = 1000€/mese, anche se non fai la differenza, beh per te non posso fare niente se non pregare per te…

Se però invece hai capito e vuoi… allora SI posso fare qualcosa per te, posso aiutarti! Come? semplice mandami una mail a
gabrypirascoach@gmail.com
e ci mettiamo in contatto… Per il momento…

Sorriso & Entusiasmo

 

 

 

La Maledizione dei SuperEroi

Buongioravengersno cari followers, in questi giorni di feste e di ponti vari, mi sono dedicato sia ad un po’ di formazione che al cazzeggio, (termine scientifico per indicare una forte dose di spensieratezza), e in questa fase mi sono rivisto a manetta tutta una serie di film riguardanti supereroi… Chi di noi da piccolino almeno solo a Carnevale non si é camuffato da SuperMan, BatMan o qualcun altro? Chi di noi non ha sognato di possedere un qualche super potere per superare le avversità, o per conquistare la persona di cui si è follemente innamorati e che inevitabilmente rimane ammaliato dal SuperEroe?

Penso in tanti giusto? Ora però non siamo più bambini, (purtroppo…), e la vita sappiamo benissimo che non è un film, sappiamo benissimo che in un incidente non arriva nessun SuperEroe a salvarci, sappiamo che in caso di aggressione rischiamo la vita perchè siamo consci di essere molto vulnerabili ai coltelli, alle sprangate e alle pallottole… Siamo stati affascinati e delusi dagli stessi eroi… Perchè ti sto facendo riflettere su questa cosa? Perchè sempre più persone, almeno quelle che incontro nel mio lavoro, sono sempre più focalizzate ad obiettivi che non gli appartengono, e quando gli propongo un esercizio, o ragioniamo insieme su altri punti di vista, la prima risposta è: “è impossibile non sono mica….”  Attenzione ora perchè vengo al nocciolo della questione, per tutti i SuperEroi la massima aspirazione é vivere una vita normale, nella media, ciò che li rende speciali in realtà li rende soli, single, isolati o ghettizzati e soprattutto sempre sotto stress. Stress da dover mantenere delle aspettative, stress perchè non possono permettersi il lusso di sbagliare, stress perchè sono martiri di loro stessi, prigionieri delle circostanze, schiavi di dover aiutare sempre qualcun altro tranne… loro stessi—- Sei Sicuro di Voler Essere un SuperEroe?

Ecco perchè voglio farti riflettere su quanto sei forte e su quanto sei fortunato… Lo so, lo so, che sembra un pensiero utopico, newage, e da figlio dei fiori, ma credimi in realtà non lo è, è molto concreto.  Tu ed io siamo stra-fortunati perchè possiamo anche sbagliare, (certo che se fai il chirurgo un po’ più di attenzione e preparazione serve); perchè possiamo scegliere, possiamo prendere in mano la nostra vita negli affetti e nel lavoro e se pure manchiamo un obiettivo, se pure cadiamo, se capitano tutte le sfighe del mondo sappiamo che fa parte del gioco e possiamo anche dire: “… e vabbe’ stavolta è andata così… Pace domani si ricomincia”. Non ti sembra una fortuna?

Magari adesso stai pensando: “ma io ho i figli…” “ma io ho dei dipendenti…” “ho delle responsabilità…” etc, si e allora? Hai già “installato” dentro di te tutte le risorse per poter affrontare la tua vita, altrimenti saresti un vegetale o ti saresti suicidato, semplicemente se stai vivendo un  momento difficile riscopri te stesso, ciò che ami di te stesso e vedrai che…. Adesso dimmelo tu….

Sorriso e Entusiasmo

 

Abitudini VS Abitudini

cari followers, buona sera a tutti, con l’articolo di oggi volevo condividere con voi una riflessione sulle abitudini… Ovvio non é nè un processo, nè un voler fare la morale a nessuno, ma un momento per ragionare e riflettere insieme. Ok? Continuiamo?

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Intanto le abitudini sono buone o cattive? Sono costruttive o distruttive?
Le abitudini sono abitudini non sono nè buone nè cattive sono semplicemente UTILI, niente di più. Sono utili a noi stessi perchè ci fanno risparmiare tempo ed energie, vanno con il pilota automatico. Ma allora perchè di tanto in tanto ne parliamo in negativo? Cioè, per meglio dire, siamo “abituati” a notare solo quelle abitudini meno costruttive, quelle abitudini proprie o altrui che ci fanno sentire a disagio, o a cui attribuiamo un giudizio negativo. Faccio un esempio che forse é più semplice: mentre svolgo il mio lavoro in palestra, quasi sempre le persone nuove mi dicono “non sono costante”, oppure “non ho fiato, so che dovrei togliere le sigarette ma…”, altra cosa “sono movimenti che non sono abituato a fare”. Sono tutte abitudini, a mollare, a persistere con i vizi, e a rimanere al fare sempre e solo le stesse cose…
ATTENZIONE é il momento di una brutta notizia… dietro la parola “abitudine”, si nascondono le strategie del nostro INCONSCIO!

Già proprio così, le abitudini sono semplicemente, (per modo di dire), le strategie che il nostro inconscio trova più sicure per noi stessi. Un esempio: la Pigrizia. La pigrizia é una strategia molto “antica”, che paradossalmente ci ha portato all’evoluzione della specie. La pigrizia ha spinto i nostri avi ad inventare la ruota, il fuoco, le varie scoperte scientifiche, in qualche modo a restare il più a risparmio energetico possibile. Pensiamo ad oggi, grazie ad un app o ad internet possiamo visitare dal divano posti, nazioni e monumenti senza spostarsi; possiamo leggere un libro senza doverci alzare prendere il libro dalla mensola; possiamo fare la spesa con qualche click direttamente dal divano.  Ci siamo cosa intendo dire? Di per sè le abitudini ci servono, perchè ci danno la sicurezza del risultato: fumo perchè così son sicuro che dopo mi rilasso, per esempio; resto sul divano perchè così non ricevo rifiuti non devo confrontarmi con altri etc. Sono esempi é chiaro… ma allora possiamo creare abitudini in cui siamo più presenti, in cui riusciamo a decidere più consciamente? Questo é il momento di una bella notizia: “SI”, si può fare come?abit2

Come si può creare un’abitudine? Non con un miracolo, non con un esorcismo, ma come tutte le cose che si imparano da piccoli… RIPETERE! E’ questione di allenamento, se voglio cambiare un’abitudine che ho capito non essere costruttiva per me in questo momento della vita, devo capire qual è il vantaggio più o meno nascosto che mi porta questa abitudine, e riportare lo stesso vantaggio con altre azioni e ripetere, ripetere e ripetere. Chiaro, scritto così sembra la scoperta dell’acqua calda, ma pensaci bene é talmente semplice come idea che é faticosa…  all’inizio.
Pensa se da pantofolaio fermo sul divano, decido che é ora di perdere un po’ di peso e inizio a correre… i primi passi saranno pesanti, i primi metri interminabili e una voce interna che sussurra:”ma si stava così bene sul divano chi te lo fa fa?” Oggi, domani, dopodomani, dopodomani ancora… fino a che si esce a correre senza accorgersene, anzi se ne sente la mancanza quando per un imprevisto si salta.  Vero?

Oh attenzione un attimo, le nostre abitudini però non sono solo i gesti quotidiani, i propri “rituali”, sono anche i propri pensieri… Se sei abituato a pensare di essere un fallito, le tue abitudini al lavoro saranno non produttive, nella vita privata uguale…
Se ci si abitua ad ascoltare brutte notizie, ci si dispiacerà quando avviene qualcosa di bello e di positivo, e si farà in modo di ottenere altre brutte notizie.
Abituiamoci alle belle notizie! Abituiamoci a pensare in modo costruttivo! Abituiamoci a sorridere di più!

In conclusione un piccolo mantra… Abbi cura delle tue parole perchè diventeranno i tuoi pensieri; abbi cura dei tuoi pensieri perchè diventeranno le tue azioni, (e poi abitudini); Abbi cura delle tue azioni perchè diventeranno i tuoi pensieri; abbi cura dei tuoi pensieri perchè diventeranno le tue parole. Poi per il resto é solo questione di Allenamento!

Sorriso ed Entusiasmo a Tutti