F.A.Q.

faq2Strano titolo vero? Oggi va così parliamo di F.A.Q. Non é altro che un acronimo inglese che sta per: Frequently Asked Questions, cioè tradotto “domande chieste frequentemente”… e sono quelle che mi sono posto anch’io a suo tempo e che continuo a pormi, e che mi vengono fatte. Sono anche argomenti di discussione, quasi di litigio con alcune persone e a volte anche con amici e parenti. Sono quei dubbi/domande riguardanti il lavoro, in alcuni casi suggerirò delle risposte in altri casi faremo un ragionamento insieme… ovvio non sono nato a Nazareth miracoli non li so fare, e non predico nulla…

Partiamo: F.A.Q.1 “Cosa vuoi fare da grande?” é una domanda iper inflazionata, che si fa a casa, a scuola durante le feste o quando ci si incontra con amici e parenti più o meno lontani. Ora nessuno la rivolge in cattiva fede, o con cinismo, ma purtroppo spesso la si fa così, tanto per fare due chiacchiere che la si banalizza, o peggio ancora si banalizzano le risposte. Di solito questa domanda la fanno gli adulti ai bambini; il problema é che gli adulti domandano da adulti e si aspettano una risposta che rispetti i criteri degli adulti. Invece i bambini rispondono da bambini e se ne fregano delle aspettative che i grandi hanno, o di cosa é più conveniente… la reazione degli adulti può “fregare” il bambino che sentendosi ridicolizzato o non preso sul serio, come potrà sentirsi? come crescerà? sceglierà di essere se stesso o chi “i grandi” si aspettano diventi?
C’è un’altra considerazione in merito a questa domanda… Ci viene fatta tante volte in maniera nascosta, viene occultata da altre domande… Quali? Che materia ti piace? quindi che indirizzo prenderai al liceo? Che facoltà ti piacerebbe frequentare dopo il diploma? … Se guardi bene leggendo tra le righe é sempre la stessa domanda… e a seconda delle risposte “i grandi” ci consigliano, ci guidano, ci giudicano, ci ridicolizzano… fa parte del pacchetto ,sempre in buona fede ma è così!

F.A.Q.2 “Perchè il mio stipendio é così basso?” Tu come me sei cresciuto in Italia o ci sei forse pure nato, o comunque sia siamo stati educati a pensare che più si studia più si ha diritto ad un lavoro ben retribuito, se studi di più con voti più alti automaticamente hai diritto ad uno stipendio più alto ancora; é come se nella nostra mente ci fosse installata come in una cella di excel questa formula:  VOTO=€  Più è alto il mio rendimento accademico, più è alto il mio stipendio… beh nel 2017 questa cosa non è più vero se mai lo è stato oggi non lo è. Per tanti motivi, oggi accedere agli studi è molto più semplice e i laureati sono tantissimi mentre decenni fa erano estremamente meno. Oggi le università sfornano centinaia di 110 e lode ogni sei mesi, e migliaia di laureati ogni tre/sei mesi.  Quindi per una legge di mercato se si è in tanti, troppi a saper fare la stessa cosa, o con lo stesso titolo, con lo stesso voto… non hai più un’esclusiva ma rientri nella massa e come tutto ciò che riguarda la massa il prezzo cala… tanta offerta e poca domanda il prezzo scende é inevitabile.

https://gabrypirascoach.com/2017/02/26/la-fabbrica-di-disoccupati/

Ed ecco anche la risposta ad un’altra F.A.Q.3 Perchè mi sfruttano al lavoro?”… Ci si permette di sfruttare i lavoratori per lo stesso motivo… ce ne sono talmente tanti a disposizione che, in un certo senso spremerli e cambiarli conviene molto di più.  Giusto o sbagliato non spetta a me giudicare, ma lamentarsi amico follower non serve ad una beata m1n6h1a. Farsi sfruttare al lavoro fa parte del gioco se vogliamo, già se lo vogliamo, perchè se entri a lavorare da dipendente firmi un contratto giusto? Ora scommettiamo che per “fame” nessuno lo legge e lo si firma comunque? e poi non ti puoi lamentare…

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F.A.Q.4 “La ditta in cui lavoravo ha chiuso, e adesso che faccio?” Questa é la domanda che purtroppo sento di più in giro, in palestra o in televisione… Fa parte della nostra epoca le aziende hanno un’aspettativa di vita molto diversa da quelle dei nostri genitori o dei nostri nonni… Oggi abbiamo internet e ci piace un sacco smanettare sui siti… (soprattutto quelli…. beh ci siamo capiti), ci piace usare i social e condividere contenuti… purtroppo così come questa tecnologia è diventata a portata di tutti, tutto é alla portata di tutti senza distanze, senza tempi morti… e soprattutto senza altre persone… Pensa solo a qualche hanno fa: per spedire una lettera dovevi andare a comprare buste e francobolli, un omino svuotava la cassetta in certi orari non la domenica, poi un altro omino la portava da un ufficio postale all’ altro, e un ultimo omino la portava al destinatario… bene con le e-mail quanti omini sono diventati inutili? Per lo stesso motivo acquistando su internet quanto è aumentato l’utilizzo dei corrieri? Pensiamo ai casellanti sulle autostrade… li hai più visti? Pensa ai viaggi un volume di affari sempre in crescita eppure sempre più agenzie su strada chiudono… La tua ditta ha chiuso? E tu mentre ci lavoravi a cosa pensavi, ho trovato il posto fisso oppure in cosa posso migliorarmi? Mi servono nuove competenze oppure ok adesso sono sistemato? Se ti sei adagiato al posto fisso ora ti sei accorto che il contratto a tempo indeterminato é molto determinato dalla vita dell’azienda che ti assume… quindi NON ESISTE il tempo indeterminato, devi sempre essere pronto al cambiamento e devi tenerti allenato con letture, corsi e seconde attività che come nel mio caso mi servono adesso per arrotondare e in passato mi hanno dato supporto emotivo ed economico…

F.A.Q.5 Questa é la domanda che tutti ci dovremmo fare se si vuole veramente fare la differenza soprattutto nel lavoro: “il mio lavoro, la mia abilità, le mie competenze su quante persone impattano?”  Già proprio così nell’epoca dei social il valore del proprio lavoro, oppure la potenzialità di guadagnare è data dal numero di persone che si riesce a coinvolgere… Pensa ai grandi sportivi… su quante persone impattano i loro risultati o le loro c4774te? Quante persone vengono influenzate dai vip… ecco perchè ci sono persone che guadagnano cifre assurde. Ci sono lavori che i miei genitori non riescono neanche a comprenderli, ci sono lavori e competenze professionali che i miei insegnanti non riescono neanche a percepire come tali perchè tarati sui dogmi… oggi un blogger può guadagnare come e più di un medico, un youtuber può avere lo stesso impatto di un leader politico, e queste figure oggi sono una realtà. Le tue e le mie competenze sono una gran figata, sono belle, utili, etiche e la nostra morale ineccepibile… però se non crei una differenza e non hai la capacità di fare contatti, di instaurare rapporti utili e sensati, (networking), tutte il bagaglio di competenze é inutile… ripeto se vuoi piangere fallo pure ma é INUTILE!!! Tradotto in termini brutali se paragoniamo il tuo bagaglio di competenza ad un prodotto, il tuo prodotto non viene valutato per la sua qualità ma per l’impatto che ha sui consumatori, (marketing). Sei sicuramente in grado di fare un ottimo panino giusto? Meglio di alcuni noti fast food? Certo… ma chi ha una catena di ristoranti in tutto il mondo? Chiaro? Purtroppo vali in base all’impatto che hai sul potenziale pubblico, non perchè hai studiato!

Non so se ti sta piacendo questo articolo ma forse questa domanda ti é venuta…
abit2F.A.Q.6 ” Cosa posso fare adesso? Mi puoi aiutare?” Caro amico purtroppo come anticipato non posso fare miracoli, se la tua mente é settata su 40 ore/settimana = 1000€/mese, anche se non fai la differenza, beh per te non posso fare niente se non pregare per te…

Se però invece hai capito e vuoi… allora SI posso fare qualcosa per te, posso aiutarti! Come? semplice mandami una mail a
gabrypirascoach@gmail.com
e ci mettiamo in contatto… Per il momento…

Sorriso & Entusiasmo

 

 

 

La Maledizione dei SuperEroi

Buongioravengersno cari followers, in questi giorni di feste e di ponti vari, mi sono dedicato sia ad un po’ di formazione che al cazzeggio, (termine scientifico per indicare una forte dose di spensieratezza), e in questa fase mi sono rivisto a manetta tutta una serie di film riguardanti supereroi… Chi di noi da piccolino almeno solo a Carnevale non si é camuffato da SuperMan, BatMan o qualcun altro? Chi di noi non ha sognato di possedere un qualche super potere per superare le avversità, o per conquistare la persona di cui si è follemente innamorati e che inevitabilmente rimane ammaliato dal SuperEroe?

Penso in tanti giusto? Ora però non siamo più bambini, (purtroppo…), e la vita sappiamo benissimo che non è un film, sappiamo benissimo che in un incidente non arriva nessun SuperEroe a salvarci, sappiamo che in caso di aggressione rischiamo la vita perchè siamo consci di essere molto vulnerabili ai coltelli, alle sprangate e alle pallottole… Siamo stati affascinati e delusi dagli stessi eroi… Perchè ti sto facendo riflettere su questa cosa? Perchè sempre più persone, almeno quelle che incontro nel mio lavoro, sono sempre più focalizzate ad obiettivi che non gli appartengono, e quando gli propongo un esercizio, o ragioniamo insieme su altri punti di vista, la prima risposta è: “è impossibile non sono mica….”  Attenzione ora perchè vengo al nocciolo della questione, per tutti i SuperEroi la massima aspirazione é vivere una vita normale, nella media, ciò che li rende speciali in realtà li rende soli, single, isolati o ghettizzati e soprattutto sempre sotto stress. Stress da dover mantenere delle aspettative, stress perchè non possono permettersi il lusso di sbagliare, stress perchè sono martiri di loro stessi, prigionieri delle circostanze, schiavi di dover aiutare sempre qualcun altro tranne… loro stessi—- Sei Sicuro di Voler Essere un SuperEroe?

Ecco perchè voglio farti riflettere su quanto sei forte e su quanto sei fortunato… Lo so, lo so, che sembra un pensiero utopico, newage, e da figlio dei fiori, ma credimi in realtà non lo è, è molto concreto.  Tu ed io siamo stra-fortunati perchè possiamo anche sbagliare, (certo che se fai il chirurgo un po’ più di attenzione e preparazione serve); perchè possiamo scegliere, possiamo prendere in mano la nostra vita negli affetti e nel lavoro e se pure manchiamo un obiettivo, se pure cadiamo, se capitano tutte le sfighe del mondo sappiamo che fa parte del gioco e possiamo anche dire: “… e vabbe’ stavolta è andata così… Pace domani si ricomincia”. Non ti sembra una fortuna?

Magari adesso stai pensando: “ma io ho i figli…” “ma io ho dei dipendenti…” “ho delle responsabilità…” etc, si e allora? Hai già “installato” dentro di te tutte le risorse per poter affrontare la tua vita, altrimenti saresti un vegetale o ti saresti suicidato, semplicemente se stai vivendo un  momento difficile riscopri te stesso, ciò che ami di te stesso e vedrai che…. Adesso dimmelo tu….

Sorriso e Entusiasmo

 

Abitudini VS Abitudini

cari followers, buona sera a tutti, con l’articolo di oggi volevo condividere con voi una riflessione sulle abitudini… Ovvio non é nè un processo, nè un voler fare la morale a nessuno, ma un momento per ragionare e riflettere insieme. Ok? Continuiamo?

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Intanto le abitudini sono buone o cattive? Sono costruttive o distruttive?
Le abitudini sono abitudini non sono nè buone nè cattive sono semplicemente UTILI, niente di più. Sono utili a noi stessi perchè ci fanno risparmiare tempo ed energie, vanno con il pilota automatico. Ma allora perchè di tanto in tanto ne parliamo in negativo? Cioè, per meglio dire, siamo “abituati” a notare solo quelle abitudini meno costruttive, quelle abitudini proprie o altrui che ci fanno sentire a disagio, o a cui attribuiamo un giudizio negativo. Faccio un esempio che forse é più semplice: mentre svolgo il mio lavoro in palestra, quasi sempre le persone nuove mi dicono “non sono costante”, oppure “non ho fiato, so che dovrei togliere le sigarette ma…”, altra cosa “sono movimenti che non sono abituato a fare”. Sono tutte abitudini, a mollare, a persistere con i vizi, e a rimanere al fare sempre e solo le stesse cose…
ATTENZIONE é il momento di una brutta notizia… dietro la parola “abitudine”, si nascondono le strategie del nostro INCONSCIO!

Già proprio così, le abitudini sono semplicemente, (per modo di dire), le strategie che il nostro inconscio trova più sicure per noi stessi. Un esempio: la Pigrizia. La pigrizia é una strategia molto “antica”, che paradossalmente ci ha portato all’evoluzione della specie. La pigrizia ha spinto i nostri avi ad inventare la ruota, il fuoco, le varie scoperte scientifiche, in qualche modo a restare il più a risparmio energetico possibile. Pensiamo ad oggi, grazie ad un app o ad internet possiamo visitare dal divano posti, nazioni e monumenti senza spostarsi; possiamo leggere un libro senza doverci alzare prendere il libro dalla mensola; possiamo fare la spesa con qualche click direttamente dal divano.  Ci siamo cosa intendo dire? Di per sè le abitudini ci servono, perchè ci danno la sicurezza del risultato: fumo perchè così son sicuro che dopo mi rilasso, per esempio; resto sul divano perchè così non ricevo rifiuti non devo confrontarmi con altri etc. Sono esempi é chiaro… ma allora possiamo creare abitudini in cui siamo più presenti, in cui riusciamo a decidere più consciamente? Questo é il momento di una bella notizia: “SI”, si può fare come?abit2

Come si può creare un’abitudine? Non con un miracolo, non con un esorcismo, ma come tutte le cose che si imparano da piccoli… RIPETERE! E’ questione di allenamento, se voglio cambiare un’abitudine che ho capito non essere costruttiva per me in questo momento della vita, devo capire qual è il vantaggio più o meno nascosto che mi porta questa abitudine, e riportare lo stesso vantaggio con altre azioni e ripetere, ripetere e ripetere. Chiaro, scritto così sembra la scoperta dell’acqua calda, ma pensaci bene é talmente semplice come idea che é faticosa…  all’inizio.
Pensa se da pantofolaio fermo sul divano, decido che é ora di perdere un po’ di peso e inizio a correre… i primi passi saranno pesanti, i primi metri interminabili e una voce interna che sussurra:”ma si stava così bene sul divano chi te lo fa fa?” Oggi, domani, dopodomani, dopodomani ancora… fino a che si esce a correre senza accorgersene, anzi se ne sente la mancanza quando per un imprevisto si salta.  Vero?

Oh attenzione un attimo, le nostre abitudini però non sono solo i gesti quotidiani, i propri “rituali”, sono anche i propri pensieri… Se sei abituato a pensare di essere un fallito, le tue abitudini al lavoro saranno non produttive, nella vita privata uguale…
Se ci si abitua ad ascoltare brutte notizie, ci si dispiacerà quando avviene qualcosa di bello e di positivo, e si farà in modo di ottenere altre brutte notizie.
Abituiamoci alle belle notizie! Abituiamoci a pensare in modo costruttivo! Abituiamoci a sorridere di più!

In conclusione un piccolo mantra… Abbi cura delle tue parole perchè diventeranno i tuoi pensieri; abbi cura dei tuoi pensieri perchè diventeranno le tue azioni, (e poi abitudini); Abbi cura delle tue azioni perchè diventeranno i tuoi pensieri; abbi cura dei tuoi pensieri perchè diventeranno le tue parole. Poi per il resto é solo questione di Allenamento!

Sorriso ed Entusiasmo a Tutti

Cosa Vuoi fare da Grande?

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Ciao Followers come state? E’ un po’ che non mi faccio sentire… perdono ma sono state settimane impegnative sia per il lavoro, che per alcuni momenti che mi sono dedicato per un po’ di formazione… In questi giorni ho incontrato persone incredibili che mi hanno dato l’occasione per fare il punto della situazione, un mio bilancio personale, e fatto venire un sacco di dubbi, domande etc…

In particolar modo pochi giorni fa mi è capitato di incontrare un grande imprenditore, e chiacchierando del più e del meno mi ha fatto questa domanda: “Cosa vuoi fare da Grande Gabriele?”

Beh così sul momento sono stato preso in contropiede e lì per lì ho pensato fosse una domanda trabocchetto… e ho tergiversato rispondendo che ormai sono “grande” e che quindi i sogni di bimbo devono lasciar spazio alle responsabilità, allo stipendio più alto etc etc…

Abbiamo continuato a chiacchierare e ho visto negli occhi di questo imprenditore che, (nonostante parlasse di fatturato, obiettivi strategici, business plan e di come ha ottenuto risultati economici molto importanti), aveva la stessa espressione di mio figlio quando gioca. Più continuavamo a parlare, a discutere di formazione e di come gestire un team di lavoro, più questa persona diventava spontanea e con un’espressione in viso di completa realizzazione e soddisfazione.Oh non ci crederai mi sembrava un bambino che mostra al papà un gioco nuovo o un disegno appena fatto. Dopo un po’ che continuavamo a confrontarci mi invita nel suo ufficio e mi chiede se volessi essere ospite di una sua riunione e del suo inizio di giornata… Ho accettato e mi sono messo in un angolino ad osservare e ad ascoltare… A parte che è stato bellissimo vedere un imprenditore sul campo in azione. E’ stato veramente un’occasione di formazione unica, ma a parte questo; durante il briefing con il suo team di lavoro e i toni seri e decisi, il mio ospite sembrava comunque divertirsi, e finita la riunione quando ha iniziato a lavorare nel suo ufficio a chiamare i suoi clienti lì è iniziato il bello… fantastico un bambino al parco giochi, spontaneo, dinamico e soprattutto divertito! Una gran bella lezione!!!

Questa cosa mi ha fatto riflettere e riflettere… E allora “cosa voglio fare da grande?” non mi sembrava per niente una domanda a trabocchetto anzi… Ma allora è possibile continuare a vivere i sogni di bambino senza scappare dalle proprie responsabilità? E’ possibile realizzarsi professionalmente mantenendo l’entusiasmo di un bambino al parco giochi? Esiste l’opportunità di poter guadagnare uno stipendio adeguato non solo per sopravvivere, ma per guidare l’auto che desideravi da piccolo mentre guardavi un film, la vacanza dei tuoi sogni, il viaggio che ti sei sempre vietato perchè costava troppo?

Credimi esistono queste opportunità, ne esistono diverse alcune più complesse altre più semplici; alcune più immediate altre più lente… Tutte con una cosa in comune… sai quale? … IL TUO SOGNO!!!

e Tu cosa ne pensi?… se vuoi ragionarci insieme fammi sapere perchè ho un’opportunità anche per te!

sorriso ed entusiasmo

La Fabbrica di Disoccupati!

Buongiorno, è un titolo un po’ provocatorio e forte, me ne rendo conto… ma voglio spingerti ad una riflessione caro follower. Non so, non ti conosco ma probabilmente hai un diploma di scuola superiore, e magari hai anche una o più lauree universitarie o comunque hai seguito corsi professionali di specializzazioni etc… Se non tu (ma mi sembra strano) sicuramente qualcuno laureato lo conosci… Giusto?

Per fortuna ho avuto la possibilità di studiare e laurearmi, prima a Roma e poi per via Telematica sfruttando le nuove tecnologie; sono stato ancor più fortunato per aver potuto frequentare corsi con formatori eccezionali, unici e bravissimi arricchendomi ancor di più di conoscenza rendendomi ancor più qualificato, e ancor più consapevole e capace di poter applicare le mie conoscenze! Perfetto e allora? Perchè dopo il liceo o la scuola superiore, gli anni di università un ragazzo non riesce a trovare lavoro? o non trova spazio nel settore in cui ha studiato? o perchè viene sfruttato per una paga misera o con contratti finti?

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Nella mia esperienza universitaria, ho notato alcuni aspetti poco costruttivi:
1) Ogni docente si riferiva alla propria materia insegnata come l’unica verità assoluta.
2) Se tutti gli iscritti ad una facoltà si laureano più o meno nello stesso periodo di tempo, quanti posti di lavoro ci sono per tutti quei laureati, nella stessa città o provincia, nello stesso arco di tempo?
3) Il metro di giudizio é di tipo “nozionale” cioè basato sulle nozioni espresse, (non propriamente apprese o fatte proprie), durante un esame piuttosto che valutate durante l’applicazione diretta.
4) Sia durante il liceo che durante l’università alcune nozioni su come comunicare, come farsi “comprare” durante un colloquio di lavoro, come trasmettere il proprio valore ai clienti, come farsi pagare adeguatamente, non vengono insegnate e trascurate.
5) Chi studia all’università e poi si laurea é stato “allenato”, “addestrato”, educato a pensare che una volta laureato gli è dovuto un certo tipo di lavoro, con un certo tipo di contratto, e purtroppo con la convinzione di un certo stipendio.

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Ecco perchè la scuola/università è una fabbrica di disoccupati…. Quindi?

Cosa si può fare? Cosa bisogna imparare?  Cerchiamo di ragionarci su insieme…
La differenza che fa la differenza é la curiosità! Durante gli studi le informazioni e le nozioni sono uguali per tutti, per sapersi distinguere bisogna spingersi un po’ oltre e cercare come poter arricchire le stesse nozioni con “una ciliegina sulla torta”.
Un salto quantico mentale saper cambiare punto di vista. Nonostante il lavaggio del cervello che tutti subiamo dalla famiglia, dalla scuola, dai media dobbiamo fare un piccolo sforzo iniziale per provare a ragionare fuori dai soliti schemi.
Vendere, non é truffare… vendere è la capacità fondamentale per poter capire e imparare a valorizzare se stessi verso gli altri, e capire quanto sono importanti i rapporti interpersonali e soprattutto è la capacità di alto il valore della propria Reputazione!

Con questo voglio solo farti capire che studiare é fondamentale, ma il sapere senza il saper fare é …. DISOCCUPAZIONE!

Piaciuto? Sorriso & Entusiasmo e al prossimo articolo

Responsabilità: tutti le vogliono, nessuno le assume.

Ciao Amico/a Follower oggi voglio invitarti a riflettere su questo concetto: “RESPONSABILITA’“.

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Non sono un professore di lettere ma così giusto per ragionare insieme giochiamo con la parola ti va? RESPONSABILITA’ = RE+SPONS+ABILITA’… da dove vuoi iniziare? Come al solito facciamo al contrario partiamo dalla fine che cosa é un’“ABILITA’“? E’ abbastanza semplice, penso, riuscire a dare una definizione anche senza dizionario. Abilità è una particolare perizia e destrezza nel svolgere determinati compiti specifici. Sai che mi piace mettere sempre la pulce nell’orecchio e provocarti un po’, che differenza c’è tra Abilità e Capacità? Beh per semplificare un po’ siamo tutti capaci ma essere abili è un livello leggermente superiore, richiede un “allenamento” specifico, una ripetizione per trasformare la capacità in abilità e altra differenza é che le abilità diventano automatiche,  quando serve le si applicano senza dover necessariamente dedicarci degli step mentali… Ti faccio un esempio: siamo tutti capaci di schiacciare un pedale di un’automobile, ma essere abili alla guida é diverso! Siamo capaci di guidare ma non siamo così abili da poter gareggiare in formula 1, chiaro?
Prossimo “addendo” SPONS cosa può essere? cosa può voler dire da solo? a cosa lo si può associare? SPONDA? SPOSTARE?  non lo so ma in entrambi i casi con l’ultimo “addendo” della nostra addizione diventa più semplice RE-SPONSRESPONS = RISPOSTA, lo so che sai che cosa vuol dire lo so, lo so… ma giochiamo lo stesso? “RE” chi tra te o i tuoi amici e conoscenti almeno una volta non si è mai desiderato sentirsi un RE? quindi é un prefisso impegnativo e prezioso… nobile se vogliamo…ma anche ripetitivo quindi se facciamo 1+1 rispondere vuol dire semplicemente spostare più volte o da sponda a sponda…

Tirando le somme RESPONSABILITA = l’abilità di dare risposte… ma come ho accennato prima se questa è un’abilità risultato di una specializzazione, qual è la capacità innata in cui ci si è specializzati? Dare risposte? ok ma qual è la capacità di base da cui partire, la capacità di allenare per farla evolvere in abilità?  Ma soprattutto perchè a tutti piacciono le responsabilità, ricoprire ruoli di prestigio, e poi si fa fatica ad assumersi ognuno le proprie responsabilità?
Domande difficili e impegnative e soprattutto le risposte possono essere tante, tutte giuste e altrettanto filosofiche quanto banali…  Secondo me il presupposto per potersi assumere le proprie responsabilità, é il conoscere le risposte, o quanto meno avere le competenze per andarle a trovare nel caso non si conoscono, e l’umiltà di capire quali sono le risposte che si conoscono e quali no!  Ecco forse è tutto qua…  E’ molto facile, troppo facile quando si conoscono le risposte urlare ai quattro venti di volere più responsabilità, un ruolo più importante nel lavoro, voler far questo e quello, e quante volte dopo si sentono frasi del tipo: “ho fatto il passo più lungo della gamba!”, o la mia preferita: “ho fatto una cazzata e adesso me ne assumo la responsabilità”… etc. etc. Le hai mai sentite?

Poi capita che le risposte non si conoscono, e le strade sono due:
1° gonfio di orgoglio, con l’EGO sovraccarico  non accetto questa “ignoranza”, questa carenza. e si continua a far danni su danni…
2° capisco e accetto questa mancanza, non come un fatto negativo ma semplicemente come una mia pecca da migliorare e attingo a tutte le mie risorse,(competenze, persone, varie ed eventuali), per arrivare alla risposta, senza la paura di venire giudicati e criticati da noi stessi, colleghi, familiari etc.

Tu di solito che strada percorri? Sai pensandoci bene ho percorso entrambe queste strade, il mio EGO era stragonfio, il mio orgoglio smisurato… Dicevo di assumermi responsabilità, ne chiedevo sempre di più e poi è arrivato il conto… CASINI CASINI CASINI e DISASTRI

Poi ho capito che conoscere tutte le risposte é impossibile… Ho capito che non sono più figo di altri se conosco una due risposte; ma soprattutto vado bene lo stesso nonostante le mia mancanze, sono ok anche quando ammetto di non sapere quella cosa…  ma soprattutto sono più tranquillo e sereno perchè posso acquisire diverse competenze per poter cercare le risposte che non conosco, o incontrare persone che le conoscono al posto mio  oppure meglio di me…

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Piaciuto? per il momento ti auguro il meglio e un week end ricco di sorriso & entusiasmo…
Poi se leggendo qua e là sul mio blog Vuoi assumerti la piena  responsabilità di poter cambiare la tua vita e quella degli altri… ho la risposta giusta!

 

Bugia o Illusione?

Ciao Amico/a follower, oggi voglio condividere con te questa mia riflessione domenicale che forse sarà utile sia a te che ad altri con cui condividerai … La domenica é un giorno relax, dedicato alla famiglia, agli hobbies e perchè no anche al cazzeggio, che male c’è?

Il brutto del week-end è che fa presto ad arrivare il lunedì con tutto quello che ne segue: lavoro e relative rotture di cxxxxon, figli scuola sport e relative rotture di c06710n1, per poi approdare come dei naufraghi al venerdì pomeriggio, con l’idea di ricaricare le pile, di trovare o riscoprire le giuste motivazioni… Giusto?

Ora però so che mi scontrerò con tutto quello che ti è stato insegnato, proclamato o decantato… Ma la “motivazione”, il “ricaricare le pile” sono illusione, la motivazione è una bugia… ecco è scattato il “vaffancxlo Gabrie’!” Come ti capisco… perchè quando ho letto questa cosa e mi è stata spiegata e insegnata anch’io ho fatto fatica a metabolizzarla, ti capisco benissimo! Ragioniamo insieme…
Quando torni a casa dopo una giornata di lavoro routine etc hai bisogno di qualcuno che ti motivi o di automotivarti per giocare con tuo figlio? o fare l’amore con il partner? Da dove tiri fuori quell’energia?  Viene naturale giusto? Se hai un hobby quando ti ci dedichi le ore passano in un attimo vero? Come mai non accusi stanchezza per le ore impegnate?
Fuori dalla mia università a Roma c’erano spesso dei ragazzini ad esercitarsi con skateboard e rollerblade, quando entravo in facoltà di mattina erano lì a fare acrobazie al limite delle leggi fisiche, quando uscivo nel pomeriggio erano ancora lì… Perchè? e ti assicuro che internet e social all’epoca non erano così presenti e utilizzati per farsi notare… Il mio maestro di arti marziali nonostante lavori, tiene corsi e ha una famiglia sulle spalle, superati i 50 anni di età ancora si allena, studia e sperimenta :perchè?
Nel mio lavoro in palestra parlo con decine di persone ogni giorno ed è impressionante come cambiano la voce e l’espressione quando gli chiedo: “di cosa ti occupi?” “che lavoro svolgi?” … Altrettanto impressionante é la luce negli occhi quando ottengono un risultato in palestra o mi parlano di cosa gli piace o cosa gli sarebbe piaciuto fare…  Ecco questo è il punto… abbiamo bisogno di motivazione quando ci adoperiamo per il sogno, desiderio o ambizione di qualcun altro! Perchè ci sono volontari che rischiano la vita e dedicano ore e ore al volontariato senza una busta paga, e le stesse persone non vedono l’ora di scappare dall’ufficio nonostante uno stipendio più o meno alto? Perchè nel volontariato trovano il modo di esprimere se stessi! I ragazzini fuori dall’università rischiavano l’osso del collo sui pattini e gli skate perchè così si realizzavano, esprimevano il proprio essere… e così in tutti gli altri esempi…

Troppo filosofico e utopistico starai pensando… oppure “se tu sapessi cosa mi è capitato…” “tu sei fortunato hai avuto la possibilità di scegliere cosa fare…”  E che cosa centra? La vita e le circostanze cambiano in continuazione, conosco persone che hanno perso tutto durante una guerra e riaperto poco dopo con fatturati milionari, conosco persone che si deprimono nonostante la fortuna accumulata dai genitori. Io stesso per un periodo avevo tutte le ragioni per mollare e adattarmi a fare altro, ma una vocina dentro mi suggeriva: “non fa per te, attento!” E oggi quando racconto alle persone che svolgo il lavoro per cui ho studiato è che ho sempre voluto fare mi invidiano e mi dicono: “caspita che fortuna!”  Si quindi non è la motivazione ma la fortuna che ci serve?  No perchè oggi questa mia “fortuna” é costata tante lacrime e sudore da parte mia e della mia famiglia, non è stata questione di motivazione ma di pace con me stesso, di volermi sentire pienamente realizzato!
Ecco perchè ti dico che la motivazione è una bugia! Perchè se hai bisogno che qualcuno ti motivi per quel progetto, per quel lavoro, per quella gara o per quel che ti pare, vuol dire che semplicemente  NON TI APPARTIENE! Se ti appartenesse la faresti spontaneamente senza se e senza ma, senza guardare l’orologio… Con questo non voglio sminuire il tuo lavoro e i tuoi risultati anzi … ma pensa soltanto questa cosa: se hai ottenuto risultati positivi in un qualcosa che non ti appartiene, ad un qualcosa per cui dovevi essere spinto, motivato o forzato, pensa cosa avresti potuto ottenere in un qualcosa intimamente tuo?

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Piaciuto o no questo articolo non lo so, spero soltanto così di averti fatto riflettere tutto qua!

Sorriso ed Entusiasmo!